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Il vescovo Michele incontra i giornalisti: “Verità e dignità della persona siano sempre al centro della comunicazione”

Ringraziamento ai giornalisti
20 luglio 2026

Buongiorno!
Grazie per aver accolto l’invito a questo incontro con me appena ad una settimana dalla mia ordinazione episcopale.

Il motivo per cui ho pensato a questo incontro è molto semplice: esprimere la mia personale gratitudine a voi che, sin dal giorno della mia nomina il 18 aprile scorso, avete curato con competenza e positività, la comunicazione di passaggi che hanno coinvolto questo tratto importante e delicato della mia vita e della vita della Chiesa di Faenza-Modigliana.

In questo incontro condivido con voi anche la gratitudine per il ministero del mio predecessore S.E. Mons. Mario Toso, che mi ha accompagnato in questi anni con la vicinanza e la cura di un maestro e di un padre. La nostra Chiesa oggi, attraverso la mia persona, esprime tutta la più sincera e filiale gratitudine per il servizio e il dono della sua vita per la diocesi di Faenza – Modigliana.

Inoltre, è mio desiderio esprimere gratitudine per l’accoglienza che mi è stata espressa dalle autorità civili e militari coordinate ed invitate dal Sindaco dott. Massimo Isola in un momento sincero e festoso arricchito dalla gradita presenza dei Rioni cittadini con i loro figuranti. Grazie.

Ringrazio anche i giovani dell’Omg che hanno decorato la piazza con i “pavimentales” di segatura e petali, che sin dalla mattina presto hanno reso vivo e “frizzante” il clima in piazza, insieme agli stendardi appesi alle finestre, preparati e offerti dalla BCC che ringrazio di cuore nella persona del Presidente dott. Giuseppe Gambi.

Non voglio dimenticare le forze dell’ordine, le associazioni di volontariato e chi ha curato ed abbellito la Cattedrale e la celebrazione liturgica. Infine gli “amici del Perù” che hanno preparato tutto per il rinfresco a Faventia Sales.

Grazie a tutti i presenti e a quelli che tramite la tv o in diretta streaming hanno partecipato. Grazie per la loro preghiera, la loro gioia, il loro filiale e amicale affetto.

Il vescovo, aiutato dai preti, in una Diocesi è segno/sacramento di Gesù pastore che dà la vita per il suo gregge annunciando la Parola, celebrando i sacramenti e guidandolo in comunione con il Papa per costruire un pezzo di storia secondo il cuore di Gesù Cristo. Alla mia Chiesa di Faenza-Modigliana esprimo con umiltà e forza di pregare e lavorare insieme per non venire meno alla nostra vocazione ecclesiale.

Quando ho pensato a questo incontro con voi, stavo leggendo l’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, dove nel capitolo quarto tratta anche il tema della comunicazione. Ho pensato allora di omaggiarvi di una copia, a ricordo di questo incontro, nella speranza che possiate leggerla e, perché no, ne approfondiate alcuni aspetti anche sui vostri giornali.

Il Papa al n. 135 citando H. Harendt scrive: la comunicazione “non è solo trasmissione di informazioni, ma è creazione di una cultura”.

Lo sappiamo e ne vogliamo essere tutti responsabili. I contenuti influenzano i nostri ascoltatori e lettori nel modo in cui percepiscono la realtà e, di conseguenza ne condizionano le scelte quotidiane e non solo.

La comunicazione oggi con i suoi strumenti, possiede una incredibile capacità di incidere sull’immaginario tanto da plasmare modelli di vita personale e sociale.

Questo potere, dice il Papa, “chiede di essere continuamente illuminato dalla ricerca della verità e dal rispetto della dignità umana, perché la cultura che si genera nella rete non diventi strumento di eccessive distrazione, di omologazione e di dominio, ma spazio in cui possano maturare libertà interiore e pensiero critico.” (MH 136)

Il Pontefice parla di un’ecologia della comunicazione: “il primo compito che abbiamo è quello di non demonizzare né idolatrare gli strumenti, ma di governarli a partire da un punto fermo: la verità è un bene comune e non una proprietà di chi ha potere o visibilità. Occorre quindi promuovere un’ecologia della comunicazione: sul versante delle regole pubbliche, ciò significa stabilire norme che rendano più trasparenti le logiche con cui i contenuti vengono selezionati e amplificati e che tutelino i dati personali; sul versante sociale e culturale, invece, implica il rafforzamento dei corpi intermedi, un giornalismo serio e luoghi di confronto in cui contino l’argomentazione e la verifica più che la reazione immediata” (MH 137)

Occorre pertanto, una rinnovata alleanza educativa soprattutto a favore dei piccoli e dei giovanissimi per imparare a cercare e amare la verità in particolare partendo dalla scuola coltivando gli interrogativi sul senso della vita e sulla dignità umana.

In questo senso, questa alleanza dovrà mirare ad un annullamento delle forti diseguaglianze nell’accesso all’istruzione e dovrà promuovere un aggiornamento pedagogico per uno sviluppo integrale dei giovani che tenga conto della velocità con cui lo sviluppo dell’IA rendendo velocemente inadeguati programmi, metodi, valutazioni e figure docenti che dovranno sempre più orientarsi ad una trasmissione del sapere che curi un’educazione realmente integrale aperta a tutte le dimensioni della persona. (Cf. MH 144-145)

Cari giornalisti, mentre ancora vi ringrazio per ciò che fate, vi invito a far parte di questa alleanza alla quale non voglio e non posso sottrarmi anch’io, perché ciò che diciamo, come lo diciamo e la scelta dei tempi con cui trasmettiamo i nostri contenuti, tengano sempre conto della ricerca della verità che mai viola la dignità della persona, di ogni persona. Grazie di cuore.

+ Michele, Vescovo