LEONE VESCOVO SERVO DEI SERVI DI DIO
Al figlio diletto Michele Morandi, del clero della Diocesi di Faenza-Modigliana, finora Vicario Generale, nominato Vescovo della stessa comunità ecclesiale, salute e Apostolica Benedizione.
L’umana redenzione e la perfetta glorificazione di Dio sono compiute nel mistero pasquale, e noi predicando il Vangelo a ogni creatura, annunciamo con gioia che il figlio di Dio con la sua morte e risurrezione ci ha liberato dalla morte e ci ha condotto nel regno del Padre; come è stato annunciato, noi celebriamo l’opera della salvezza per mezzo del sacrificio eucaristico e dei sacramenti (SC 5-6) perseverando nella dottrina degli Apostoli e nella fraterna comunione (At 2,44).
Fondati su questo mandato ecclesiale, con affetto paterno pieghiamo il Nostro pensiero ai bisogni della Diocesi di Faenza-Modigliana che, attualmente vacante dopo la rinuncia dell’ultimo Vescovo, il Venerabile fratello Mario Toso S.D.B., attende il suo nuovo pastore e guida della vita diocesana.
Considerati i tuoi impegni di pastore finora esercitati e la tua particolare conoscenza delle circostanze e delle necessità di questi luoghi, abbiamo dunque pensato a te, diletto figlio, che ti sei mostrato così validamente capace nell’azione e pieno di doti umane e sacerdotali, da sembrarCi idoneo ad assumere questo ufficio.
Pertanto, nella pienezza della Nostra autorità Apostolica, su proposta del Dicastero dei Vescovi, ti nominiamo Vescovo di Faenza-Modigliana, conferendoti i dovuti diritti e imponendoti i relativi obblighi.
Potrai ricevere l’ordinazione episcopale fuori dall’Urbe da un Vescovo cattolico scelto da te, nel rispetto delle norme liturgiche, ma prima sarà tuo dovere fare la professione di fede e prestare giuramento di fedeltà a Noi e ai Nostri Successori, secondo le norme della legge ecclesiastica.
Vogliamo che tu informi di questo Nostro decreto il clero e il popolo di questa Diocesi, che esortiamo ad accoglierti come padre da amare e maestro da ascoltare. Come un vaso di terracotta che non deve essere spezzato (Ger 19,11), pasci questo popolo, Figlio diletto, con la stessa arte con cui il Signore istruì il mondo intero, aggiungendo all’arte la grazia della carità e la bellezza delle virtù, affinché coloro che seguono la via della volontà di Dio percorrano i sentieri della vita liberati da ogni ostacolo (MR, Sabato II sett. di Pasqua, Colletta).
Dato a Roma, presso San Pietro, il 18 aprile dell’anno del Signore 2026, primo del Nostro Pontificato.
Leone PP. XIV
William Millea, Protonotario Aspotolico

Leo Episcopus servus servorum Dei
Dilecto Filio Michaëli Morandi, e clero diocesis Faventinae-Mutilensis ibique hactenus Vicario Generali, eiusdem ecclesialis communitatis Episcopo nominato, salutem et Apostolicam Benedictionem.
Humanae redemptionis perfectaeque Dei glorificationis adimpleto in mysterio paschali opere, praedicantes Evangelium omni creaturae, annuntiemus cum gaudio Filium Dei morte sua et resurrectione nos a morte liberasse et in regnum Patris transtulisse atque, quod annuntiabant, opus salutis per sacrificium et sacramenta exerceamus (cfr. Sacrosanctum Concilium, 5-6), perseverantes in doctrina Apostolorum et fraterna communicatione (cfr. Act. 241).
In quo ecclesiali officio innisi, paterna dilectione mentem Nostram flectimus ad necessitates dioecesis Faventinae-Mutilensis, quae, vacans in praesens post renuntiationem postremi sacrorum Antistitis, Venerabilis Fratris Marii Toso, S.D.B., novum suum exspectat Pastorem ac vitae diocesanae moderatorem.
De te ergo, dilecte Fili, cogitavimus, qui, perpensis ergo laboribus tuis Pastoris adhuc exercitis et peculiari tua adiunctorum necessitatumque locorum scientia, rerum agendarum peritiae humanarumque ac sacerdotalium dotum adeo te ostendisti ornamento suffultum ut idoneus Nobis videreris hoc ad munus obeundum.
Proinde, Apostolicae Nostrae auctoritatis plenitudine, de Dicasterii pro Episcopis consilio, te renuntiamus Episcopum Faventinum-Mutilensem, debitis datis iuribus congruisque impositis obligationibus.
Ordinationem episcopalem extra Urbem, servatis liturgicis normis, a catholico, quem elegeris, Episcopo accipere poteris; tuum autem erit prius fidei professionem facere atque iusiurandum fidelitatis erga Nos et Successores Nostros dare, ad ecclesiasticae legis normas.
Hoc de Nostro decreto edoceas volumus clerum et populum istius dioecesis, quos exhortamur, ut te patrem accipiant diligendum et magistrum audiendum. Populum hunc pascas, dilecte Fili, sicut vas figuli non conterendum (cfr. Ger. 19.11) eandem, quam ille universum mundum docuit, arte, arti addens caritatis gratiam ac venustatem virtutum, ut, qui voluntatis Dei viam sequuntur, vitae semitas patentes percurrant (cfr. Miss. Rom, sab hebd. II Paschae, coll).
Datum Romae, apud S. Petrum, die duodevicesimo mensis Aprilis, anno Domini bismillesimo vicesimo sexto, Pontificatus Nostri primo.
Leo PP. XIV
Villelmus Millea, Prot. Apost.
