In occasione della presentazione di uno dei più grandi testimoni di Cristo dei nostri tempi, don Oreste Benzi, il mistico dalla tonaca lisa, ad opera della teologa e postulatrice Elisabetta Casadei desidero segnalarne anzitutto il prezioso volume: La mistica della tonaca lisa. Il Cammino spirituale di don Oreste Benzi, Editore Sempre, Rimini 2025. La lettura del libro, ne sono certo, può aiutare tutti noi credenti, laici, laiche, diaconi e presbiteri, ad entrare in un cammino di maturazione e di immedesimazione con Cristo, sino a vivere in Lui. E ciò attraverso una progressione graduale, di ascesa. Entro un impegno eroico di donazione della propria vita per riconciliare le persone con Dio, condividendo in particolare la vita degli ultimi per Gesù Cristo, con Lui, in Lui, povero, servo sofferente che espia il peccato del mondo.
Desidero ricordare qui alcuni tratti della sua azione pastorale, pedagogica, sociale. E ciò al fine di condividerne l’intuizione della sorgente del rinnovamento del mondo: in vista di fare nuove tutte le cose (cf Ap 21,5) è importante riconoscere la forza di trasfigurazione che inabita nei deboli, nelle persone che venendo aiutate ci aiutano a far leva su ciò che diventa fonte di novità di vita.
Don Oreste spese la sua vita accanto agli ultimi e per gli ultimi, con gli ultimi. Detto altrimenti, la sua azione sociale non era di tipo semplicemente assistenzialistico. Era protesa ad andare incontro alle persone bisognose per toglierle dalla strada, dai margini della società, per offrire a loro un contesto famigliare che consentisse il loro riscatto sociale, mettendoli a servizio delle proprie famiglie, degli altri.
La vita di don Oreste era la vita di un innamorato di Dio, che si è consumata a favore della giustizia benevolente. Oggi è un punto di riferimento imprescindibile per coloro che intendono annunciare e testimoniare che può esistere un modo nuovo di vivere, di realizzare una società più fraterna, fondata sul dono, ossia una società del gratuito, che va col passo degli ultimi e in cui nessuno è lasciato indietro.
Dell’opera di don Oreste si possono considerare più aspetti. È stato un’eminente figura di educatore sociale delle nuove generazioni.
Prima di essere il sacerdote dalla tonaca lisa che percorreva l’Italia ad incontrare persone, a sensibilizzare comunità e città nell’avvicinare persone in difficoltà per varie ragioni, a liberare coloro che erano schiave della prostituzione, don Benzi era direttore spirituale del Seminario ed assistente dell’Azione Cattolica nella Diocesi di Rimini. Come assistente era una guida spirituale ricercata dai giovani più sensibili, anche se era esigente. Tra i giovani che formò ci fu anche il prof. Stefano Zamagni, noto economista, già Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali.
Insegnò ai suoi giovani a leggere i giornali per capire l’attualità. Ad essi faceva conoscere opere importanti di filosofi (Jacques Maritain, E. Mounier), teologi (ad es. von Balthasar), sociologi, economisti, per integrare gli studi universitari. Il suo approccio educativo non era al ribasso. Responsabilizzava i giovani affidando a loro dei compiti ben precisi. Non diceva ai ragazzi ‘poverino’, ma li invitava a scontrarsi con le difficoltà, a formarsi con le difficoltà. Don Benzi sapeva che il carattere è più importante della formazione e che si forma solo in una certa fase della vita, mentre la conoscenza si può accrescere anche dopo. Il mistico dalla tonaca lisa educava al coraggio e all’intraprendenza.
Don Benzi, fondatore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, contrariamente a quanto si potrebbe pensare era un sacerdote di vasta cultura. Egli era convinto che la prima forma di carità è quella intellettuale. Sapeva che bisogna aiutare le persone ad uscire dall’ignoranza. Soprattutto con i poveri si deve spiegare il significato delle cose e aiutarli a capire il mondo. È una forma di rispetto e di amore nei loro confronti.
Il messaggio che emerge dall’opera di don Oreste è che l’amore fondato sulla conoscenza è più efficace e valido di quello basato solo sulle emozioni. L’azione caritativa non può prescindere da un pensiero solido e chiaro. Don Oreste aveva una biblioteca che nemmeno un professore universitario possedeva. Egli era ben informato sui problemi sociali. Era convinto che chi desidera compiere il bene deve farlo bene. Non basta fare il bene. Bisogna farlo bene.
Ecco alcuni tratti della ricca personalità di don Oreste, che sono ancora attuali. La sua coraggiosa azione, spinta quasi al limite massimo della ragionevolezza umana, rimane per tutti un fulgido esempio di come realizzare, qui in terra, la grandezza dell’amore di Gesù Cristo, di come vivere tutte le Quaresime, come quella in cui ci troviamo.
Ha insegnato agli italiani a non lasciare mai nessuno soffrire da solo, a prendersi cura di chi abita accanto. Soffrire con chi soffre nel nome di Gesù Cristo è via di evangelizzazione.
Un volumetto colmo di sapienza che può aiutare a camminare con un maestro accanto, un padre, un amico affidabile, scritto di fatto da don Oreste Benzi stesso è Aforismi, aneddoti e provocazioni (a cura di Elisabetta Casadei, Editore Sempre, Rimini 2025).
+ Mario Toso


