Ho il desiderio di condividere con voi tutti il pensiero, i sentimenti di stupore e gratitudine per la chiamata al ministero apostolico!
Ho il cuore pieno di gratitudine per il Signore Gesù, per com’è, per come si è mostrato a noi nelle parole e nei fatti: nella vita non ci poteva capitare nulla di più bello e buono, sensato e coinvolgente che incontrare il Signore, così com’è!
Ho la mente piena di pensieri e di gratitudine per il passato: gratitudine per la vita, per l’amore ricevuto, per la misericordia accordatami da Dio, dai fratelli e dalle sorelle. Pensieri chiari ma un po’ “tremanti” per il futuro, che mi confermano nel desiderio di un totale abbandono alla volontà di Dio e di consumarmi per la Sua Chiesa.
Ho il corpo pervaso dal desiderio di abbracciarvi tutti e tutta amatissima Chiesa di Faenza-Modigliana e a tutti lavare i piedi. Che fortuna la Chiesa! Per fortuna la Chiesa!
Tutto ciò, nella consapevolezza lucida, che il Signore sceglie «quello che è stolto per il mondo, […] per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, […] per confondere i forti» (1Cor 1, 27). Questa la misura dunque: piccolezza! Questo il profilo: debolezza! Il tutto abitato dalla potenza di Dio che è capace di far fiorire il deserto (cfr. Is 35,1), di far gridare le pietre (cfr. Lc 39,40) di far risorgere i morti (cfr. 1Cor 15).
Sta a noi mettere la nostra parte. Il Signore, d’altronde, non ci chiede molto, ci chiede solo tutto. E in questo “solo tutto” sta la pace e il segreto della leggerezza del giogo da portare (cfr. Mt 11, 25), perché la fatica che spesso ci opprime, ce la procuriamo nel perderci in tante cose un po’ per noi stessi, un po’ per Dio e un po’ per gli altri: la pesantezza sta nel risparmiarci. Ma se tutto è per Lui e in Lui, tutto apparirà orientato e luminoso alla nostra mente e sapremo, con pensieri difficili da spiegare ma limpidi nella percezione, che per noi, vivere è Cristo (cfr. Fil 1, 21). “Solo tutto”, anche le fragilità, non c’è da aggiungere altro. Anche perché, «sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui» (1 Ts 10).
La forza, infatti, si manifesta nella debolezza (cfr. 2 Cor 12, 9), non perché Dio semplicemente la compensa – “ci da l’aggiunta”, come diremmo – ma la trasforma e la vivifica: è la forza della Pasqua, sono i germi di risurrezione che già possiamo sperimentare in questa vita.
Permettete ora il ricordo di qualcuno: la mia mamma, il mio babbo, mio fratello, mia cognata e mia nipote… gli zii e cugini e cugine. Sempre più invecchiando mi rendo conto che l’alfabeto dell’amore, del lavoro, del sacrificio e dell’ironia, l’ho imparato da voi! Sia ringraziato il Signore per questa famiglia, semplice, unita, laboriosa e con “pochi fronzoli”!
Non posso non ricordare come in uno sguardo veloce verso il cielo, ora, le mie nonne e i miei nonni! Sempre sulla porta ad accogliere, sempre pronti al dono di sé e delle cose, anche in punto di morte.
Ringrazio il Signore per il dono di Papa Leone, per la mitezza e fermezza con cui affronta i problemi e cerca l’unità per la missione. Per la costanza con cui ci richiama alla preghiera e all’azione per contrastare le enormi sofferenze causate dalla violenza evidente e non meno frequentemente subdola, che crea scandalose disuguaglianze. Grazie Santo Padre per avermi chiamato a condividere la missione nel Collegio apostolico.
Vorrei esprimere la mia gioia grata e commossa per uno dei regali più grandi che mi sono stati donati oggi: la presenza dei miei tre predecessori come consacranti principali. Il Vescovo Italo che mi ha fatto nascere, il Vescovo Claudio che mi ha allevato, il Vescovo Mario che mi ha lanciato e formato!
Per il vescovo Mario, padre ed amico e per i nostri vescovi sento una gratitudine chiara e decisa.
Con loro, voglio ringraziare – e mi piacerebbe presentarveli tutti, perché sono una bella “mappa” di comunione ecclesiale, ma mi sa che le prendo… – i cardinali, gli arcivescovi e vescovi presenti. Alcuni, desidero, non per formalità, ma per condivisione, ricordarli con voi. Al Cardinale Matteo, che ringrazio per la sua affettuosa e sincera vicinanza e amicizia, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e nostro Metropolita, esprimo adesso tutto il desiderio e la volontà di lavorare insieme. Il Cardinale Gualtiero, originario della parte Modiglianese della nostra Diocesi: grazie Eminenza per tanto affetto e attenzione ricevuta. Al Cardinale Mauro, che mi ha sempre mostrato accoglienza fraterna: grazie! In quanto romagnolo sei venuto qui a fare il tifo per la squadra dei vescovi romagnoli!
All’Arcivescovo Giacomo Morandi, presidente della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, grazie per rappresentare tutti i vescovi della nostra regione e per farci lavorare insieme.
All’Arcivescovo Erio Castellucci, maestro e amico, grazie perché mi hai fatto respirare a pieni polmoni la Chiesa insegnando – non solo a lezione – ad amarla e servirla.
Ai vescovi della Romagna, con i quali condividiamo una bellissima fraternità e lavoriamo per il futuro dell’evangelizzazione della nostra terra, grazie! Grazie ai vescovi conosciuti da tempo o pochissimo tempo fa, a quelli con i quali si è lavorato insieme per i seminari e i seminaristi e per tanti altri motivi per i quali la Provvidenza ci ha fatto incontrare.
Ai vescovi che vengono da più lontano in particolare S.E. Mons. Martin Kmetec, Arcivescovo metropolita di Izmir (Smirne) e presidente della Conferenza Episcopale Turca. Grazie. Ci porti la presenza della Chiesa delle origini, una chiesa di minoranza mite che lotta per portare la presenza del Signore e che conosce ancora la testimonianza del martirio.
A S.E. Mons. Crisan, Vicario apostolico della Chiesa rumena greco cattolica, unita a Roma. Grazie Eccellenza.
Ai vescovi Zenobbi, Carlevale ausiliari di Roma e Mascagna vescovo Pistoia e Pescia, tutti neo ordinati, grazie per la fraterna presenza che ho davvero apprezzato.
A tutti, davvero, grazie!
Ai rappresentanti di altre confessioni Cristiane il mio ringraziamento più sincero.
Un cordialissimo e affettuoso saluto al Vescovo Ambrozie, Vicario per la cura delle parrocchie ortodosse moldave in Italia e ai sacerdoti che lo accompagnano.
Al Padre Gheorghe Militaru, Vicario generale della Diocesi ortodossa romena in Italia e ai sacerdoti che lo accompagnano.
A Mario Carlomagno, pastore della Comunità Cristiana Evangelica di Faenza.
A Manuel Amadori, rappresentante della Chiesa Apostolica di Faenza.
Sono presenti anche tra i concelebranti alcuni sacerdoti della Chiesa cattolica orientale di Ucraina, grazie! Preghiamo per la pace e impegniamoci per essa.
A tutti i presbiteri e diaconi presenti, grazie! Anche tra voi, molti da lontano.
In particolare, ai presbiteri e diaconi della nostra Chiesa di Faenza-Modigliana, piccolo ma preziosissimo presbiterio: grazie per il bene ricevuto in affetto e fraternità. Lavoreremo insieme, abbiamo bisogno l’uno dell’altro nell’unità per la missione. Ce la metteremo tutta! Ricordiamo oggi il nostro fratello don Alfiero che ieri è morto e le comunità di Zattaglia e Villa Vezzano.
Alle consacrate, alle claustrali, il mio saluto e ringraziamento per la memoria del Cielo che siete per noi, senza staccare i piedi da terra.
Grazie alle Associazioni e i Movimenti che mi hanno mostrato tanta vicinanza in questi mesi prima dell’ordinazione. Conto su di voi!
Parrocchie, come non ricordarvi! Chiesa radicata nel territorio, memoria fedele e operosa dell’annuncio dell’attuazione e della Carità di Cristo! Tenete botta!
Tra tutte, permettete di ringraziare le parrocchie di Alfonsine, S. Agostino e Brisighella!
Al caro Seminario che ho vissuto, complessivamente come discepolo e formatore per 34 anni! Ai seminaristi e propedeuti che ho accompagnato: ce l’ho messa tutta, voi per me siete stati un dono inestimabile, che non dimenticherò! Grazie!
A tutte le autorità civili e militari, grazie per la vostra presenza e per il bel momento organizzato dal Sindaco di Faenza Massimo Isola che mi avete riservato nella Casa municipale prima della Messa.
Grazie a chi ha lavorato davvero tanto per lo svolgersi di questa celebrazione: i collaboratori della Curia, i numerosissimi volontari, le forze dell’ordine, il coro, chi ha curato e animato la liturgia, decorato la piazza e chi ci nutrirà fra poco.
Grazie a tutti i benefattori!
Ora, a tutti voi presenti, anche quelli che seguite tramite diretta TV e streaming.
C’è una consapevolezza che mi anima il cuore: voi, nell’umiltà della vita di ogni giorno, nelle case, nel lavoro, nell’educazione dei piccoli, nella preghiera che nessuno vede, nella cura dei più fragili, nel portare in grembo un bimbo o una bimba, nella sofferenza psichica o fisica, nella vicinanza operosa ai poveri, nella costruzione di pace, nel trasmettere conoscenza e cultura, reggete il mondo, siete l’ordito di tutta il tessuto: senza di voi si sfrangia tutto. Per la vostra vita orante, silenziosa, laboriosa e amante, di fronte alla quale c’è solo da commuoversi sostenendovi: grazie!
Nella bolla di nomina che abbiamo ascoltato sono stato esortato a pascere il gregge, similmente ad un vaso di terracotta che non deve essere spezzato. Pregate e collaborate con me, perché abbia il coraggio di mettere le mani nella creta per modellare secondo l’arte di Gesù.
Cari tutti, ci aspetta preghiera e lavoro; anche festa, gioie; anche lacrime, ma insieme (!) per essere a servizio con Gesù, di questa magnifica umanità.
“Signore, sono contento che tu ci sei! Signore, così come sono, sono per te”
Amen.
– Ora vi chiedo la cortesia, dopo la benedizione e l’uscita dei ministri, di recarvi a Faventia Sales, dove ci sarà qualcosa da mangiare e bere, speriamo per tutti. Verrò li a salutarvi per cui non aspettatemi qua!
