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Guardati con amore dal Signore nelle vostre piccole o grandi ferite avete saputo riconoscere il suo volto. Omelia per il rinnovo dei voti della Piccola Fraternità di Sasso

5 ottobre 2026
Rinnovo voti
Piccola Fraternità di Sasso

 

Le parabole hanno un grande fascino. Infatti, ci obbligano a prendere “posizione”, ci chiedono di prendere posto in mezzo alla storia e allo stesso tempo ci spingono a leggervi il nostro presente.

In ogni tempo della storia della Chiesa ha valore la domanda: dove mi colloco io nella storia? Chi è il mio prossimo oggi?

Vorrei aggiungere una ulteriore domanda. Dove è Gesù in questa storia? In quale personaggio lo “collochiamo”?

In maniera ricorrente Gesù viene accostato al buon samaritano, colui che si è piegato sulle nostre ferite, che versando olio e vino ci porta la salvezza, Lui che si è fatto nostro prossimo e ha avuto compassione di noi.

Certamente è molto autentica questa lettura: «oggi, come buon samaritano, si fa prossimo a ogni uomo, piagato nel corpo e nello spirito, e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza» preghiamo in un prefazio (Comune VIII). Gesù ci ha risollevato dalla morte e non solo una volta tanto tempo fa, ma oggi continua attraverso il dono della Chiesa l’opera di accompagnamento dell’umanità ferita.

Questa lettura ci aiuta a sentire la forza di questo Vangelo oggi.

Noi abbiamo ascoltato questo Vangelo perché il Signore è presente e ci parla, e mentre spezziamo il pane nel suo nome siamo realmente risollevati dalla morte. Veramente adesso, non domani o il giorno dopo, nelle nostre ferite, nelle nostre debolezze, nelle nostre tenebre interiori ed esteriori, viene versato il suo olio e il suo vino. Forse non ce ne accorgiamo, ma già la relazione che viviamo adesso fra di noi e con Lui ha il sapore della vita vera, della vita che supera la morte, della gioia che vince ogni dolore.

Il Signore ama ed è presente anche in quella parte di noi che vorremmo scartare, quella parte di cui ci vergogniamo. Lui è lì, ci attende, perché Lui non scarta niente, ma trasfigura tutto con il suo amore.

Mi colpisce anche un’altra lettura che vorrei condividere con voi. In Seminario, abbiamo un quadro in cui viene raffigurato questo episodio evangelico e Gesù è rappresentato come il mal capitato, a terra, morente.

Cari Milo, Lucia e Amedeo, e voi tutti fratelli e sorelle. Oltre a riconoscere l’amore di Gesù nei nostri confronti che ci precede, siamo chiamati a riconoscere Gesù negli altri che hanno bisogno di aiuto. «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Il carisma di Sasso e della Piccola fraternità di Sasso risplende di questo Vangelo. Voi rinnovate i voti perché guardati con amore dal Signore nelle vostre piccole o grandi ferite avete saputo riconoscere il suo volto nei volti di chi è piagato da altre ferite. E questi due aspetti stanno insieme e non sono sempre distinguibili: amati nelle nostre ferite, diventiamo compagni di viaggio di tanti feriti che abbiamo accanto.

Nella compassione, nel patire-con, siete prossimi del Signore e Lui state servendo con la vostra povertà, castità e obbedienza.

Che San Francesco, Sant’Ignazio, San Benedetto, Santa Teresa, San Charles de Foucauld vi accompagnino e non vi facciano mai sentire soli.

 

+ Michele, vescovo