Mogliano Veneto 25 maggio 2026
Caro Signor Direttore, don Roberto Guarise, cari confratelli Salesiani, cari docenti, personale amministrativo ed ausiliare, cari ragazzi e ragazze, cari giovani, siamo qui per festeggiare tutti insieme, come comunità educativa, Maria Ausiliatrice.
Sappiamo che è stata Lei, Madre di Dio e della Chiesa, a incoraggiare e a sostenere don Giovanni Bosco, fondatore della Famiglia Salesiana, a donare tutta la sua vita per i giovani poveri e abbandonati, ai tempi della prima rivoluzione industriale.
Viene spontanea, allora, una prima riflessione.
Se noi siamo qui, in quanto figli di don Bosco, a celebrare la solennità della Beata Vergine Maria Aiuto dei cristiani, lo dobbiamo alla stessa Madre di Gesù, che ha suscitato nella Chiesa il Santo dei giovani e la Famiglia salesiana.
Questo ci aiuta a comprendere perché le diverse Opere salesiane, sparse nel mondo, ma anche le molteplici Congregazioni ed Associazioni che riconoscono in don Bosco il loro ispiratore, oggi ricordano la Madre di Dio e la invocano come «Aiuto dei cristiani». Fedele allo spirito e alla missione di don Bosco, la Famiglia Salesiana si lascia guidare e sostenere dalla presenza materna della Vergine per una sempre più piena donazione al Signore e per testimoniare l’amore di Dio ai giovani.
Una seconda riflessione per chi, come noi, festeggia Maria Ausiliatrice qui, presso il Collegio salesiano Astori, è la seguente. Dobbiamo essere riconoscenti alla Madonna, amata da don Bosco, perché se per questo territorio del trevigiano fu lo stesso santo piemontese a compiere i primi atti legali perché i ragazzi e i giovani, specie delle campagne, potessero essere accolti, educati e avviati ad una professione, lo si deve per l’appunto, ultimamente, a Maria Ausiliatrice, Madre e Maestra di colui il cui volto fu plasmato da Dio perché fosse riconoscibile come padre dai giovani poveri, orfani ed abbandonati.
L’opera salesiana dell’Astori fu espressamente voluta da don Bosco e, come emerge dai documenti, anche dal futuro san Pio X, monsignor Sarto, che lavorava nella Curia di Treviso e per la quale concesse il nulla osta.
Credo che i vari Paesi attorno a Mogliano Veneto, compresa questa città, nella quale chi vi parla è nato, siano profondamente grati ai Salesiani, ai loro collaboratori, per la loro opera educatrice ormai più che secolare.
Io stesso che sono qui con voi, esprimo la mia personale riconoscenza per la meritoria presenza dei figli di don Bosco. Fin da ragazzo, con mio papà Giovanni, frequentavo di domenica il teatro dei Salesiani. Ma, soprattutto, sono stato accompagnato, assieme a mio fratello e ai miei cugini di Via Marignana, dai chierici salesiani, che animavano l’Oratorio parrocchiale con giochi, catechismo e proiezione di filmine su don Bosco e san Domenico Savio, ai tempi dello storico parroco Mons. Luigi Fedalto: stavano in mezzo a noi con pazienza gioiosa e cura fraterna.
Una terza riflessione che siamo sollecitati a fare oggi è che l’Opera salesiana a Mogliano, un tempo sede dell’Ispettoria salesiana del Veneto, ora trasferita a Venezia-Mestre, si è ampliata non solo geograficamente, ma specialmente sul piano dell’approfondimento scientifico del metodo educativo preventivo di don Bosco.
Cari docenti, cari ragazze e ragazzi, cari giovani, cari collaboratori – in un’ampia azione educativa, plenaria e comunitaria -, credo che oggi, come non mai, siete sollecitati ad esprimere gratitudine in particolare nei confronti di quei Salesiani che vi hanno preceduti e che sono stati ispirati da Maria Ausiliatrice. Essi, con il loro studio e la loro esperienza pastorale, hanno esplicitato le ricchezze del metodo educativo salesiano, illustrandone le dimensioni antropologiche, affettive, psicologiche, etiche, pedagogiche, culturali, comunicative, religiose. Basti solo citare il COSPES ora COSP (Centro Orientamento Scolastico Professionale), l’ISRE (Istituto Superiore Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa) e lo IUSVE. Di quest’ultimo sono stato a suo tempo Rettor Magnifico e ne rammento l’impegno di servizio sino a Verona. Sono davvero contento che abbia ultimamente predisposto, assieme ad «Avvenire», un percorso di formazione all’informazione, pensato per insegnanti, educatori, genitori, costruito in forma transmediale, in modo che possa essere condiviso con le nuove generazioni, in un’epoca di transizione digitale. Penso che le Opere salesiane, come anche le molteplici sezioni del Collegio salesiano Astori, siano, dunque, supportate da una rete di Istituzioni di ricerca di tutto rispetto, indispensabili per vivere le innovazioni tecnologiche in senso sapienziale, critico, ossia mettendole al servizio della verità dell’uomo. Il metodo pedagogico salesiano, imperniato sul noto trinomio ragione, amorevolezza, religione, indica come prioritaria una vita all’insegna di un Amore pieno di verità. Grazie ad un Amore aperto a Dio, sommo Bene e Bellezza, è possibile educare persone rette: formatori, docenti, operatori economici, politici, comunicatori, capaci di vivere nelle loro coscienze l’appello alla fraternità, al bene comune, alla pace.
Rispetto a ciò sarà di grande aiuto la prossima enciclica, la prima di papa Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e che sarà presentata a Roma oggi stesso.
Maria Ausiliatrice, Madre di Dio e della pace, accompagni questa opera educativa e vi protegga sempre. Con don Bosco amiamo Cristo e la sua Chiesa, con umiltà, con dolcezza, nella ragionevolezza. Se ascolteremo la Madonna che nelle nozze di Cana invitò i servi così: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5) avremo sempre la gioia della festa: Gesù è il vino della festa!
+ Mario Toso
