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Gli angeli di Dio – 8° meditazione di Erik Varden – Esercizi spirituali della Curia romana

Durante i quaranta giorni di permanenza di Cristo nel deserto, Satana gli si avvicinò e gli citò il Salmo 90, in particolare due versetti sugli angeli. “Il diavolo – leggiamo in san Matteo – lo portò nella città santa e lo pose sul pinnacolo del tempio” e lo sfidò a dimostrare di essere il Figlio di Dio gettandosi giù, “perché sta scritto: ‘Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo’ e ‘Essi ti porteranno sulle loro mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra’”

Solo Dio può invitarci a saltare da un pinnacolo. La sua chiamata, tuttavia, sarà: “Saltami in braccio”, non “Gettati giù”.

Gli interventi angelici non sono sempre rassicuranti. Gli angeli non sono lì per assecondare i nostri capricci. In una preghiera popolare riconducibile a Reginaldo di Canterbury, contemporaneo di Bernardo, chiediamo al nostro angelo custode di “illuminarci, custodirci, reggerci e governarci”. Sono verbi forti: un angelo è prima di tutto un custode della santità.    

La vita monastica fu presto compresa e presentata come angelica per la sua finalità di lode, ma anche perché il monaco è chiamato a essere infiammato dall’amore di Dio e a diventarne un emissario per gli altri.

L’unico “canto di lode” di Cristo, di cui parla Sacrosanctum Concilium in un bellissimo passaggio, risuona dalle estremità della terra alle vette del cielo attraverso una pulsante catena di mediazione. Gli angeli sono parte essenziale di questa catena, come affermiamo in ogni Prefazio all’interno del canone della Messa. 

Nei sermoni sul Qui habitat, Bernardo sottolinea il ruolo degli angeli come mediatori della provvidenza di Dio. La mediazione non è sempre necessaria: Dio può toccarci senza mediatori. Tuttavia, egli si compiace di lasciare che le sue creature siano canali di grazia l’una per l’altra.

Bernardo ci esorta a guardare ciò che fa un angelo e a fare altrettanto: “Scendi e mostra misericordia al tuo prossimo; e di nuovo, elevando con il medesimo angelo i tuoi desideri, sfórzati di ascendere con tutta la cupiditasdella tua anima alla somma ed eterna verità”. Raramente, questi giorni, si fa riferimento a Cupido nello stesso contesto della “somma ed eterna verità”. La scelta lessicale di Bernardo è provocatoria: ci dice che tutti i desideri umani naturali, anche i carnali, sono attratti verso il compimento in Dio, quindi devono essere guidati verso di esso. 

L’ultimo e più decisivo atto di carità degli angeli avverrà nell’ora della nostra morte, quando ci porteranno attraverso il velo di questo mondo nell’eternità. Manifesteranno allora le loro caratteristiche: “Non possono essere vinti né sedotti, e tanto meno possono sedurci”. Ogni finzione cadrà in quell’ora: la retorica verrà meno, solo la verità rimarrà, in piena consonanza con la misericordia. 

Bernardo predicò con accuratezza su questi temi nel 1139. Settecentoventisei anni dopo, un uomo di temperamento diverso ma di intelligenza affine avrebbe reso esplicite le sue intuizioni in una squisita poesia sulla morte. 

John Henry Newman rifletteva molto sugli angeli. Concepiva il ministero sacerdotale come angelico. Il sacerdote è a casa propria in questo mondo, non ha paura di andare nei boschi oscuri alla ricerca dei perduti. Allo stesso tempo, tiene gli occhi della mente sollevati verso il volto del Padre, lasciando che il suo splendore illumini tutta la realtà presente. L’illuminazione è sempre duplice: intellettuale ed essenziale, sacramentale e pedagogica.

Newman, ora Dottore della Chiesa, ci chiede pure di riscoprire l’insegnantecome illuminatore angelico. È una sfida profetica e bella, se pensiamo a quanto la cosiddetta “istruzione” è adesso affidata ai media digitali, anche artificiali, mentre i giovani adulti, gli adolescenti e i bambini desiderano incontrare insegnanti degni di fiducia, che possano impartire non solo abilità ma saggezza.

Un incontro angelico è personale. Non può essere sostituito da un download o da un chatbot.

Le altre meditazioni di S.E. Mons. Erik Varden si possono trovare al seguente link: https://diocesifaenza.it/categoria/spiritualita/

Meditazione di S.E. Mons. Erik Varden dei Cistercensi della Stretta Osservanza-Trappisti e Prelato di Trondheim (Norvegia). Esercizi spirituali Illuminati da una gloria nascosta. © Erik Varden https://coramfratribus.com/life-illumined