Una storia iniziata tra le macerie del terremoto del Friuli e diventata, nel corso dei decenni, un legame di fraternità tra comunità. Domenica 20 settembre una delegazione della parrocchia di San Giuseppe Artigiano di Faenza e della Diocesi di Faenza-Modigliana ha partecipato a Cergneu di Nimis alle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto del 1976, rinnovando un gemellaggio che continua ancora oggi a parlare di solidarietà, memoria e amicizia.
A presiedere la celebrazione eucaristica è stato il vescovo Michele Morandi, accolto dalla comunità friulana insieme ai rappresentanti della parrocchia faentina. La giornata ha offerto l’occasione per ricordare una delle pagine più significative della storia recente della diocesi: l’impegno concreto messo in campo dalle comunità faentine dopo il sisma che il 6 maggio 1976 colpì il Friuli.
Fu proprio in quei mesi che, attraverso i canali della Caritas e della Chiesa italiana, alla Diocesi di Faenza venne affidato il gemellaggio con la località di Cergneu, nel comune di Nimis. Da quel rapporto nacquero interventi concreti di sostegno alla popolazione locale e una vicinanza che andò ben oltre la fase dell’emergenza.
Tra i ricordi più vivi rimane quello della comunità di San Giuseppe Artigiano che, guidata dall’allora parroco don Dionisio Vittorietti, si mobilitò per costruire una casa destinata a una famiglia rimasta senza abitazione. Nel cortile della parrocchia, grazie al lavoro volontario di numerosi parrocchiani, prese forma una casetta in legno che venne poi trasportata e montata in Friuli, diventando un segno tangibile della vicinanza della Chiesa faentina alle popolazioni terremotate.
La ricorrenza del cinquantesimo anniversario ha permesso di rileggere quella stagione di generosità come una testimonianza ancora attuale. La solidarietà espressa allora non si limitò agli aiuti materiali, ma diede origine a relazioni personali, scambi tra comunità e amicizie che hanno attraversato le generazioni.
Nel corso della giornata è stata inoltre visitata una mostra fotografica dedicata al terremoto e alla successiva ricostruzione, che ha raccontato il coraggio delle popolazioni friulane e il contributo offerto da tante realtà ecclesiali e civili provenienti da tutta Italia.
Cinquant’anni dopo, il legame tra Faenza e Cergneu continua a ricordare che dalle tragedie possono nascere percorsi di fraternità duraturi. Una storia che parla di comunità capaci di condividere il dolore, ma anche di costruire insieme speranza e futuro.





