Cattedrale, 4 aprile 2026.
Fratelli e sorelle,
la gioia e la luce del Signore Risorto illuminano questa notte santa. Mentre ascoltiamo il racconto della storia della salvezza il cero pasquale acceso, che simboleggia Cristo Risorto, ci sollecita come Chiesa a gioire, ad esultare, a cantare la nostra lode a Dio nell’Alleluia. Come diceva S. Pier Damiani, la cui urna si trova nella nostra cattedrale, il cero è per noi immagine di Cristo e della Chiesa. Ardendo si consuma e illumina l’assemblea. La comunità cristiana, sull’esempio del Cero pasquale, è chiamata a consumarsi e a bruciare per essere luce e gioia per il mondo intero vivendo l’amore vittorioso di Cristo.
Egli è morto. È disceso agli inferi. È risorto! Se ci uniamo al nostro Salvatore, risuscitato dall’amore del Padre, la morte non è l’ultima parola, non è l’approdo definitivo della nostra esistenza. Ogni oscurità è in Lui vinta: la morte è sconfitta, il peccato è redento. Per noi uomini e la nostra salvezza, il Signore si è caricato delle nostre colpe per vincerle con il suo amore a Dio. Seppur trafitto e sacrificato, vive e si erge trionfante sul tempo e sulla storia. In Lui, Uomo Nuovo, anche noi «possiamo camminare in una vita nuova».
Cambia il senso della vita. Abbiamo nuove prospettive di impegno e di responsabilità. La speranza non ha confini. Siamo chiamati ad andare al largo. Si spalancano scenari grandiosi ed entusiasmanti di comunione e di fraternità, di pace. Ma ad una condizione.
Che siamo «intimamente uniti a lui»: questa è l’unica condizione. In Cristo sono riconciliati tutti i popoli, tutte le cose, quelle che stanno sulla terra e quelle nei cieli (cf Col 1, 19-20). Cristo è la nostra pace! Non ci sono più stranieri e nemici (cf Col 1, 21). In Lui è iniziato un mondo nuovo che sfocia nella Gerusalemme celeste, la «residenza di pace» (Is 32, 17-18), in cui ciascuno è fratello, sorella, finalmente a casa, quella casa che Dio ha preparato sin dall’inizio.
Cristo, dopo la sua risurrezione non si è assentato dalla storia, dal mondo. Egli continua ad operarvi. Il Risorto avvolge il creato misteriosamente e lo orienta ad un destino di pienezza. Chiama ciascuno di noi e in modo particolare in questa notte Alket, Nashifer, Sindi, Uelid e Daniel a rinascere nel Battesimo, ad associarci alla sua opera di trasfigurazione del mondo perché diventi sempre più creazione nuova, un mondo che si sviluppa in Dio.
È specialmente mediante il Battesimo che, co-risorti in Cristo, siamo chiamati ad una incessante collaborazione con Lui per creare cieli nuovi e terra nuova, un mondo di pace. Cristo risorto è già posto al centro del mondo come pilastro architettonico della nuova creazione e della pace. Stringiamoci a Lui, formiamo un solo Corpo.
Lasciamo sempre spazio al Signore nell’ascolto delle Scritture, nella preghiera personale, nel vivere in consonanza con il suo progetto di una pace universale. Viviamo la carità e la prossimità verso ogni piccolo di questo mondo, impegnandoci ad essere costruttori di una società nella giustizia e nella pace.
Grazie all’incarnazione, morte e risurrezione di Cristo la pace è già seminata in ogni uomo, in ogni popolo. Ma essa non può consolidarsi ed estendersi senza l’uomo e i popoli. La pace è possibile se lo vorrà l’umanità, se lo vorremo anche noi. Se, grazie al Risorto, l’universo è posto in movimento verso uno sviluppo in Dio, i credenti e gli uomini di buona volontà sono chiamati a contemplare e ad assecondare il mistero di un mondo che già geme, come scrisse san Paolo, nelle doglie del parto di un mondo nuovo (cf Rm 8, 19-22). Ma il creato non è il solo. Anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente, aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Se il mondo, per la risurrezione di Cristo, canta un Amore infinito, perché non averne cura? Perché imporre violenze e guerre?
Donaci un cuore nuovo. Metti dentro di noi uno spirito nuovo. Togli da noi il cuore di pietra e donaci un cuore di carne (cf Ez 36, 18-28). Co-viviamo con il Vivente; co-risorgiamo con il Risorto. A Lui, vincitore della morte, luce che illumina ogni oscurità, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli! Amen. Buona Pasqua e un santo bacio a tutti nel Signore risorto (cf Rm 16).
+ Mario Toso
