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Atto di affidamento alla Vergine delle Grazie

O Vergine delle Grazie, accogli tutti noi giunti davanti a te per venerarti. Tu, Madre del Signore Gesù, della Chiesa, delle nostre famiglie cristiane, proteggi con amore Faenza, la Diocesi intera. Ovunque, nel suo territorio di pianura, di colline coltivate e di incantevoli vallate, ti prega nei suoi molteplici santuari, nelle sue comunità cristiane, nei monasteri delle claustrali. Le nostre sorelle consacrate vivono unite al popolo cristiano. Pregano per preparare e per accompagnare i passi del rinnovamento sinodale e missionario, nella mentalità e nelle prassi ecclesiali.

La Chiesa, che è in Faenza-Modigliana, è ben consapevole che se è finita una cristianità, il Cristo risorto, che accompagna i suoi discepoli, li invia sempre ad annunciare il suo Vangelo e a costruire il Regno di Dio nei nuovi contesti sociali e culturali. La nostra Chiesa è chiamata a cimentarsi in nuovi linguaggi, che richiedono, almeno a livello interdiocesano o di regione ecclesiastica, la costituzione di équipe apposite per una pastorale d’insieme e, in particolare, per una pastorale anche digitale.

La sete di interiorità, l’urgenza di una spiritualità incarnata, di vivere una fede ragionata e fondata, non sono meno urgenti, in contesti in cui la bellezza del Vangelo è contrastata da fake news e post-verità, da indifferenze che imprigionano giovani e adulti nel culto dell’«io» e non li radica nell’amore di Dio.

Eppure, i nostri giovani, segnati col sigillo dello Spirito santo, hanno una parola profetica da donare. Portano in sé una ricchezza di cui le nostre comunità hanno un estremo bisogno, specie in un momento di profondi cambiamenti culturali e di depauperamento demografico. I giovani della Diocesi di Faenza-Modigliana, che già si sono cimentati in un Sinodo vissuto con e per loro, non debbono rinunciare a sviluppare, con i loro responsabili, percorsi che li abilitano sempre più ad essere protagonisti della vita della Chiesa e della società, in quelle stesse iniziative che già si incarnano in Comunità di Giovani, in Oratori cittadini, specie per favorire l’integrazione, l’amicizia sociale.

Beata Vergine, aiutaci a mantenere un vivo e costante affetto per te, che mai ci dimentichi. Le mamme, le nonne e i nonni nelle nostre case non si dimenticano mai di chi è più fragile, di chi sente il bisogno di essere preso in braccio e coccolato, per sperimentare tenerezza, per ricevere la conferma di essere accolti e poter così continuare il proprio dono nel fiorire della vita e nella testimonianza di fede.

A fronte di una nuova stagione di seminagione del Vangelo non possono mancare pastori zelanti, ricchi di passione per la vigna del Signore, disposti ad accompagnare i credenti a cimentarsi con Cristo nella realizzazione della sua nuova creazione. A fronte dell’abbondanza della messe e della scarsità degli operai, aiuta i nostri giovani e le nostre giovani ad aprire il cuore e a rispondere al Signore pronunciando il loro coraggioso «eccomi».

Le nostre associazioni, le aggregazioni, i movimenti sappiano vivere in comunione con il tuo Figlio, tutti partecipi con la sua missione, nella complementarità e nella reciprocità. Solo così potranno operare coralmente nell’annuncio e nella testimonianza dell’Amore, con gioia e speranza, con l’immaginazione della Carità.

La Chiesa del Risorto, sempre veniente col suo Spirito, costruisce un mondo di pace mediante il dono di chi si adopera incessantemente a forgiare le spade in vomeri, le lance in falci. Aiutaci a non esercitarci più nell’arte della guerra, bensì nell’anelito di fondare e di innalzare istituzioni di pace, nell’impegno di educare alla pace disarmata e disarmante.

In un tempo in cui incalzano gli eventi bellici, il nostro lavoro quotidiano – educazione, professionalità, accompagnamento spirituale, dedizione alla cultura, governo della cosa comune, dell’IA –, diventi sempre più un servizio d’amore civile.

Nelle nostre case, nella scuola, nelle imprese, negli uffici, nella cooperazione, nell’agricoltura, nella politica, nei mezzi di comunicazione, nell’uso della tremenda e meravigliosa IA, aiutaci a coordinarci e a cooperare con la passione del bene comune, con senso sapienziale e critico.

La formazione del laicato e del presbiterio faccia dell’ascesa sulla croce di Cristo il vanto di un servizio disinteressato alla comunità cristiana. In essa non si è chiamati ad occupare spazi, ma a servire per formare il popolo di Dio, inviato a fare discepoli tutti gli uomini.

O Madre, aiutaci a vivere con i nostri ammalati donando vicinanza e presenza. Insegnaci a farci prossimo a loro, ma anche agli anziani e ai poveri, donando amore che riconosce in essi la carne di Cristo. Fa che, frequentandoli, scopriamo sempre più la dolce gioia di amare, a motivo della nostra unica appartenenza allo stesso Signore, Pastore e Servo nella sofferenza. Tutti di Cristo, tutti siamo chiamati ad amarci e ad amare Te, nostra dolcissima Madre. Essere uno nell’Uno, che è tuo Figlio, ci renda capaci di portare i pesi gli uni degli altri, di lavarci i piedi gli uni e gli altri.

Abbraccia tutti noi, figli del tuo Figlio. Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore, dall’indifferenza. Rendici costruttori fedeli e creativi di pace quotidiana nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nelle nostre città.

Ti affidiamo i nostri responsabili primi del bene comune, il prossimo Palio del Niballo, a partire dalla donazione dei ceri da parte dei Rioni cittadini in programma domani alle 18 in questa Cattedrale. E, soprattutto ti affidiamo il nuovo vescovo eletto, Mons. Michele Morandi.

+ Mario Toso
Amministratore apostolico