29 settembre 2026
Bagnacavallo
Festa di San Michele
Carissima comunità di Bagnacavallo!
Ringrazio il Parroco don Ugo e il Sindaco per l’invito e saluto con cordialità il signor Questore, tutte le forze di Polizia che oggi festeggiano il loro patrono e le autorità civili e militari presenti.
Nelle letture che abbiamo appena ascoltato ritorna con insistenza la dimensione del cielo.
Nella prima lettura un «figlio dell’uomo» viene «con le nubi del cielo»; (nella seconda si eleva un canto di vittoria che invita i cieli e i loro abitanti a esultare); infine, all’inizio del Vangelo di Giovanni, Gesù annuncia che il cielo sarà aperto, quasi a racchiudere in questa immagine tutto il suo ministero che sta per iniziare.
Evidentemente, la parola cielo non indica qui uno spazio fisico, un luogo sopra di noi. Essa rimanda piuttosto a una dimensione che sfugge ai nostri sensi, in cui però c’è vita, e c’è la vita di Dio e la vita in Dio.
Gli angeli, il cui nome significa letteralmente «inviati», sono servitori e messaggeri di Dio (CCC 329). Servitori perché, come ci mostra la Sacra Scrittura, attraverso di loro il Signore opera nella storia della salvezza: custodiscono il paradiso terrestre, trattengono la mano di Abramo, guidano il popolo nel deserto, annunciano nascite e vocazioni, assistono i profeti e, infine, proclamano il compimento delle promesse nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Messaggeri perché, fin dalla creazione e lungo tutta la storia della salvezza, annunciano la venuta di Cristo e l’opera della redenzione.
Il loro servizio appartiene a una realtà che facciamo fatica a comprendere, perché va oltre il nostro modo abituale di percepire il mondo. Noi siamo inevitabilmente legati al tempo e allo spazio, ai limiti della nostra esperienza e dei nostri sensi.
Eppure, nel Credo professiamo che Dio è «Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili». È una grande liberazione della mente e del cuore ricordare che anche ciò che non vediamo e non comprendiamo pienamente appartiene all’opera buona di Dio. L’invisibile non è estraneo alla nostra vita: anch’esso è orientato al Signore e al suo disegno che è di amicizia e salvezza per tutti.
Cari fratelli e sorelle della comunità di Bagnacavallo, celebrando oggi San Michele Arcangelo e gli altri angeli, il nostro sguardo non è rivolto soltanto verso l’alto, ma anche verso il “dentro”, l’interiorità del nostro cuore. Il cielo, infatti, non è soltanto una realtà oltre noi; è anche la presenza di Dio che abita in noi.
Questo è il significato profondo dell’immagine del «cielo aperto» evocata da Gesù. Dio non è lontano, non è separato dall’umanità. Nell’Incarnazione e nella Pasqua del Signore, il cielo si è aperto definitivamente: Dio è venuto incontro all’uomo perché l’uomo potesse entrare in comunione con Lui. In Gesù Cristo ci è donata una vita nuova, la vita dei figli, amati di Dio. Lo Spirito Santo abita in noi e trasforma la nostra esistenza, così che ciascuno diventa realmente tempio della presenza divina, cielo nel quale Dio abita.
Da questa presenza nasce anche la nostra missione. Come gli angeli, siamo chiamati a essere servitori e messaggeri. Servitori, quando riconosciamo Cristo nei poveri, nei piccoli e nei sofferenti, e ci mettiamo al loro fianco. Messaggeri, quando con le parole e soprattutto con la testimonianza della vita annunciamo il Vangelo e accompagniamo le persone all’incontro con il Signore.
Il lavoro delle forze dell’ordine rispecchia questa vocazione. Colgo l’occasione per salutarvi e ringraziarvi per il vostro prezioso servizio nel nostro territorio: voi siete a servizio della “protezione” di tutti, in particolare dei fragili, e la rendete tangibile nei vari ambiti in cui siete chiamati a portare la vostra professionalità. Possa il vostro lavoro, con la protezione di San Michele, essere germe di rispetto reciproco, armonia e pace nel nostro popolo.
Chiediamo allora a San Michele Arcangelo di custodire la nostra fede, di sostenerci nel combattimento contro il male e di aiutarci a vivere ogni giorno come autentici testimoni della presenza di Dio nel mondo. Così anche la nostra vita diventerà un segno del cielo aperto che Cristo ha inaugurato per tutti noi.
+ Michele, vescovo
