Crespino 21 giugno 2026
Autorità civili e militari, Caro don Roberto Cornacchia, amministratore parrocchiale di Crespino, Cari fratelli e sorelle, celebriamo l’Eucaristia presso il Tempio-Ossario di Crespino del Lamone. Lo facciamo in occasione della traslazione delle spoglie mortali di Giovanni Alpi. Egli, mentre lavorava i campi in località Lozzole, venne rastrellato e fucilato dalle truppe tedesche che portarono a termine la loro rappresaglia nella zona di Palazzolo sul Senio il 18 luglio 1944. A distanza di 82 anni le spoglie di Giovanni Alpi vengono traslate da Marradi in questo Monumento-Ossario ove riposano altre vittime dell’eccidio nazifascista.
Con la celebrazione dell’Eucaristia odierna anticipiamo ciò che sarà commemorato anche il prossimo mese di luglio. Profitto della circostanza per ringraziare sia le autorità del territorio sia per ricordare l’indimenticabile parroco don Bruno Malavolti, che ci ha recentemente lasciati. La loro esemplarità nel vivere, con ammirabile senso civico e religioso, la memoria dei caduti, che hanno subito tragicamente le conseguenze dell’impegno di resistenza e di liberazione della nostra Nazione, è sprone per tutti noi nel coltivare insieme il bene comune della pace.
Purtroppo, ancora oggi, sembra che non siamo sazi di guerre fratricide e insensate. Spesso siamo testimoni, attoniti e impotenti di quelle inutili stragi – così i pontefici le hanno spesso definite -, che sono causa di troppi morti, specie di bambini indifesi ed innocenti, come pure di enormi danni materiali, spirituali ed ecologici. Ciò che colpisce, e che ci fa male, è che tra i promotori di guerre di aggressione ingiusta nel mondo ci sono ancora dei cristiani. Basti solo pensare ai Responsabili di Grandi potenze che per governare i popoli loro affidati e per provvedere al loro sviluppo coltivano come bene supremo – superiore al vero Dio, il Dio della pace – il culto dell’io, la logica del dominio e della potenza. Disprezzano la preghiera, la fraternità universale, il bene del dialogo, gli strumenti della diplomazia, la non violenza attiva e costruttrice, dedita ad innalzare istituzioni di pace, processi di giustizia sociale. Se desideriamo la pace non possiamo e non dobbiamo preparare nuove guerre. Semmai sviluppiamo mezzi di difesa pacifica, di disarmo degli animi, dello stesso linguaggio. Educhiamo alla pace disarmata e disarmante, come ci ha sollecitati la Chiesa italiana.
Se crediamo davvero in quanto appena accennato, volgiamo – per avere maggiore forza, uno Spirito di amore e di pace nel nostro cuore -, a Colui del quale celebriamo il memoriale della morte e risurrezione qui sull’altare, nella Messa. Gesù il Figlio di Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, in noi, per portarci la sua capacità di amare, di perdonare, di costruire un mondo nuovo, fondato sulla fraternità, sulla giustizia e sulla pace. Gesù Cristo ci ha insegnato che la via della costruzione della pace tra i popoli non sta nel culto dell’io, bensì nel dono totale di noi a Dio e ai nostri fratelli. Sta nel fare della nostra vita un dono continuo, un servire incessante gli altri, ponendo al di sopra di tutto Dio, il bene dell’umanità. Noi possiamo essere fedeli all’insegnamento di Cristo se facciamo comunione con Lui, se ci alimentiamo di Lui, se mettiamo il nostro cuore vicino al Suo. Nutrendoci di Cristo, del suo Amore, riusciremo a costruire un mondo nuovo, una magnifica umanità, come ci propone Leone XIV nella sua prima enciclica che ha come incipit proprio l’espressione Magnifica Humanitas. Per plasmare un mondo di pace e di giustizia, siamo chiamati ad operare in modo da destinare a tutti, non solo a pochi, anche le nuove forme di proprietà: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture tecnologiche, dati. Se non rendiamo accessibili a tutti i beni che ci possono umanizzare, ossia beni digitali resi ministeriali allo sviluppo di tutti; se non doniamo a tutti, soprattutto Dio, il Bene sommo, finiremo per perdere noi stessi e la pace. Ci sarà un mondo ove non si custodirà e promuoverà l’umano, bensì lo si renderà strumentale alla tecnocrazia, all’idolatria del profitto, alle stesse guerre, considerate come mezzo per incrementare la ricchezza di pochi popoli.
Dio Padre sia nel nostro cuore e nella nostra mente come fuoco d’Amore, che ci accende e ci fa vivi nel suo Spirito di pace. Dio non si dimentica delle sue piccole creature, dei passeri che cadono a terra. Conosce il numero dei cappelli del nostro capo. Non dobbiamo aver paura di coloro che uccidono il corpo. Ma non hanno potere di uccidere l’anima (cf Mt 10, 26-33)! Noi vivremo eternamente con Lui!
+ Mario Toso
