Nella chiesa del Seminario diocesano, sabato 16 maggio alle ore 11,00, il Vescovo eletto Michele ha emesso davanti al Vescovo Mario il giuramento di fedeltà alla Sede Apostolica e la professione di fede cattolica. Fedeltà al Signore e alla Chiesa guidata dal successore di Pietro: con questa professione solenne il nuovo Vescovo si pone a servizio della comunione ecclesiale che dovrà salvaguardare e alimentare con il suo ministero.
I testi della Santa Sede per la professione di fede e il giuramento di fedeltà:
FORMULA PROFESSIONIS FIDEI
Ego Michael Morandi eléctus Ecclesiae Faventinae-Mutilensis episcopus, firma fide credo et profiteor omnia et singula quae continéntur in Symbolo fidei, vidélicet:
Credo in unum Deum, Patrem omnipoténtem, factorem caeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium.
Et in unum Dominum Iesum Christum, Filium Dei unigénitum, et ex Patre natum ante omnia saécula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero, génitum, non factum, consubstantialem Patri: per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem descéndit de caelis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine, et homo factus est. Crucifixus étiam pro nobis sub Pontio Pilato; passus et sepultus est, et resurréxit tértia die, secundum Scripturas, et ascéndit in ccelum, sedet ad déxteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria, iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit finis.
Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem: qui ex Patre Filioque procédit. Qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur: qui locutus est per prophétas.
Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclésiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum. Et exspécto resurrectionem mortuorum, et vitam venturi saeculi. Amen.
Firma fide quoque credo ea omnia quae in verbo Dei scripto vel tradito continéntur et ab Ecclésia, sive sollémni iudicio sive ordinario et universali Magistério, tamquam divinitus revelata credénda proponuntur.
Firmiter étiam ampléctor ac retineo omnia et singula quae circa doctrinam de fide vel moribus ab eadem definitive proponuntur.
Insuper religioso voluntatis, et intéllectus obséquio doctrinis adhaereo quas sive Romanus Pontifex sive Collégium episcoporum enuntiant cum Magistérium authénticum exércent, etsi non definitivo actu easdem proclamare inténdant.
FORMULA DELLA PROFESSIONE DI FEDE
Traduzione a cura del prof. Stefano Drei
Io, MICHELE MORANDI, Vescovo eletto della CHIESA DI FAENZA-MODIGLIANA, con ferma fede credo e professo tutte e ciascuna delle verità che sono contenute nel Simbolo della fede e cioè:
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Credo pure fermamente a tutte quelle verità che sono contenute nella parola di Dio, scritta o tramandata, e sono proposte dalla Chiesa, sia con giudizio solenne, sia col Magistero ordinario e universale, come da verità di fede in quanto divinamente rivelate.
Fermamente pure abbraccio e ritengo tutte e ciascuna delle verità che dalla medesima sono proposte in modo definitivo per quanto riguarda la dottrina sulla fede o sui costumi.
Inoltre aderisco con religioso ossequio della volontà e dell’intelletto alle dottrine che sia il Romano Pontefice sia il Collegio dei vescovi enunciano quando esercitano l’autentico Magistero, anche quando non intendano proclamarle con atto definitivo.
FORMULA
IURISIURANDI FIDELITATIS
AB EPISCOPIS PRAESTANDI
Ego Michael Morandi ad sedem Faventinam-Mutilensem promotus, catholicae Ecclesiae atque romano Pontifici, eius supremo pastori, Christi vicario, beati Petri apostoli in primatu successori et collegii Episcoporum capiti, semper fidelis ero.
Libero exercitio primatialis summi Pontificis potestatis in universa Ecclesia obsequar, Ipsiusque iura et auctoritatem mihi curae erit provehere ac defendere. Praerogativas quoque atque munera romani Pontificis Legatorum, quippe qui personam gerant supremi pastoris, agnoscam atque observabo.
Apostolica munera Episcopis commissa, nempe populum Dei docendi, sanctificandi et regendi, in hierarchica comunione cum collegii episcopalis capite atque membris, summa diligentia exsequenda curabo.
Universae Ecclesiae unitatem tuebor, ideoque studiose incumbam, ut depositum fidei inde ab Apostolis traditum purum et integrum servetur ac veritates tenendae et moribus applicandae, prouti ab Ecclesiae magisterio proponuntur, omnibus tradantur et illustrentur. Errantibus vero in fide paternum animum pandam atque omni ope adnitar, ut ad plenitudinem catholicae veritatis perveniant.
Ad imaginem Christi, summi et aeterni sacerdotis, respiciens, pie sancteque agam ac ministerium mihi commissum ita adimplebo, ut, forma factus gregis ex animo, fideles in cristiana perfectione adipiscenda confirmare valeam.
Disciplinam cunctae Ecclesiae communem fovebo et observantiam omnium legum ecclesiasticarum, earum imprimis quae in Codice luris Canonici continentur, sollerter insistam, semper advigilans, ne mali usus irrepant praecipue circa ministerium verbi et sacramentorum celebrationem.
Diligentem curam in temporalibus Ecclesiae bonis administrandis ponam, iis potissimum quae ad divini cultus exercitium, ad cleri aliorumque ministrorum honestam sustentationem, necnon ad sacri apostolatus et caritatis opera collata sunt.
In explendo mandato mihi commisso omnes Presbyteros et Diaconos, ordinis episcopalis providos cooperatores, necnon Religiosos et Religiosas unius eiusdemque operis participes, peculiari dilectione prosequar. Itemque de sacris vocationibus provehendis maximam curam habebo, ut spiritualibus necessitatibus in tota Ecclesia convenienter consulatur.
Laicorum dignitatem propriamque ipsorum in Ecclesiae missione partem agnoscam et proveham. Opera vero missionaria ad gentium evangelizationem fovendam peculiari sollecitudine curabo.
Ad Concilia ceterasque legitimas actiones collegiales vocatus, nisi impediar, ipse adero vel opportune respondebo.
Statutis temporibus vel occasione data Apostolicae Sedis rationem de pastorali meo officio reddam, eiusdemque mandata atque consilia simul obsequenter accipiam ac maximo studio perficiam.
Sic me Deus adiuvet et haec sancta Dei evangelia, quae manibus meis tango.
FORMULA
DEL GIURAMENTO DI FEDELTÀ
CHE I VESCOVI DEVONO PRESTARE
Traduzione a cura del prof. Stefano Drei
Io MICHELE MORANDI eletto alla sede di FAENZA-MODIGLIANA, sarò sempre fedele alla Chiesa cattolica e al Pontefice romano, suo supremo pastore, vicario di Cristo, successore del beato apostolo Pietro nel primato e capo del collegio dei Vescovi.
Presterò ossequio al libero esercizio del primato che il sommo pontefice esercita in tutta la Chiesa e avrò cura di favorire e difendere i suoi diritti e la sua autorità. Riconoscerò e rispetterò pure le prerogative e i compiti dei Legati del romano Pontefice, poiché rappresentano l’autorità del supremo pastore.
Con somma diligenza curerò che siano eseguiti i doveri apostolici affidati ai Vescovi, cioè di istruire, santificare e governare il popolo di Dio in gerarchica comunione col capo e con i membri del collegio episcopale.
Difenderò l’unità della Chiesa universale e perciò diligentemente mi adopererò perché il deposito della fede affidatole fin dagli Apostoli sia custodito puro e integro e siano tramandate e illustrate le verità che vanno mantenute e applicate ai costumi, così come sono proposte dal magistero della Chiesa. A coloro che errano nella fede manifesterò un animo paterno e con ogni mezzo mi sforzerò affinché giungano alla pienezza della cattolica verità.
Con lo sguardo rivolto all’immagine di Cristo, sommo ed eterno sacerdote, agirò piamente e santamente e compirò il ministero che mi è stato affidato in modo che adeguatomi interiormente a modello del gregge io riesca a confermare i fedeli nel conseguire la cristiana perfezione.
Promuoverò la disciplina comune a tutta la Chiesa e insisterò con solerzia perché siano osservate tutte le leggi ecclesiastiche, specie quelle che sono contenute nel Codice di Diritto Canonico, vigilando sempre perché non si insinuino abusi, specie per quanto riguarda il ministero della parola e la celebrazione dei sacramenti.
Porrò gran cura nell’amministrare i beni temporali della Chiesa, specie quelli che sono stati raccolti per assicurare l’esercizio del culto divino, per garantire un onesto sostentamento al clero e agli altri ministri nonché per le opere del sacro apostolato e della carità.
Nell’eseguire il mandato affidatomi accompagnerò con particolare predilezione tutti i Presbiteri e i Diaconi, generosi cooperatori dell’ordine episcopale nonché i Religiosi e le Religiose che sono partecipi della sola e medesima opera. Così pure avrò cura particolare nel favorire il cammino delle sacre vocazioni, perché si possa provvedere adeguatamente ai bisogni spirituali in tutta la Chiesa.
Riconoscerò e incoraggerò la dignità dei laici e la loro propria partecipazione nella missione della Chiesa. Curerò poi con particolare sollecitudine le opere missionarie per favorire l’evangelizzazione delle genti.
Quando sarò convocato ai Concili e alle altre legittime attività collegiali, salvo impedimenti, aderirò di persona o risponderò nel modo opportuno.
Nei tempi stabiliti, o quando se ne darà l’occasione renderò conto alla Sede Apostolica del mio ufficio pastorale e insieme ne accoglierò con ossequio disposizioni e consigli e li porterò a compimento col massimo impegno.
Così mi aiuti Dio e questi santi vangeli di Dio, che ora sto toccando con le mie mani.






























foto di Mattia Brienza
