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Sulla considerazione – 10° meditazione di Erik Varden – Esercizi spirituali della Curia romana

San Bernardo scrisse un trattato dedicato proprio a La Considerazione. Fu un best-seller, che godette di una diffusione più ampia di qualsiasi altra sua opera. Ciò può sembrare strano, poiché il testo è in sostanza una lettera indirizzata a un’uomo specifico in una posizione unica. Bernardo lo scrisse per un confratello, un monaco italiano di nome Bernardo dei Paganelli che, già sacerdote della chiesa di Pisa, entra a Clairvaux nel 1138.

Nel 1145 Paganelli diventa Papa Eugenio III.

La contemplazione si occupa di verità già note. La considerazione cerca la verità negli affari umani contingenti, dove può essere difficile scorgerla. Può essere definita come “il pensiero interamente proteso, oppure la tensione dell’animo, alla ricerca della verità”. 

Considerando i problemi della Chiesa, Bernardo non offre rimedi istituzionali, consiglia piuttosto a Eugenio di circondarsi di persone buone: meglio sono gestiti gli uffici centrali della Chiesa, maggiore sarà il beneficio per la Chiesa in tutto il mondo.

Le qualità che Bernardo gli chiede di cercare e coltivare sono valide in ogni tempo: servono collaboratori “di provata integrità, disponibili all’obbedienza, pazienti e miti; […] di sicura fede cattolica, fedeli nel ministero; amanti della concordia, della pace e dell’unità; […] prudenti nel consiglio, […] sagaci nell’amministrazione, […], modesti nel parlare”.

Tali persone “amano e gustano la preghiera e in essa confidano la propria speranza più che nella loro sagacia o nel lavoro; il loro ingresso è senza strepito, il commiato senza pompa”.

Nella misura in cui la Chiesa opera in questi termini, rifletterà l’organizzazione delle gerarchie angeliche. Chiunque la consideri allora vedrà subito la sua missione principale: quella di dare gloria a Dio.

Per considerare correttamente le necessità terrene, dobbiamo cercare, attraverso di esse, ciò che è al di sopra. Questo non è, dice Bernardo a Eugenio, in qualche modo “andare in esilio: considerare in questo modo è tornare in patria”.

Bernardo si chiede: che cos’è Dio? Volontà onnipotente, virtù benevola, ragione immutabile. Dio è “somma beatitudine” che, per amore, desidera condividere con noi la sua divinità. Ci ha creati per desiderarlo, ci dilata per riceverlo, ci giustifica per meritarlo. Egli ci guida nella giustizia, ci plasma nella benevolenza, ci illumina con la conoscenza, ci preserva per l’immortalità. 

Di qualunque altra cosa i prelati debbano occuparsi, e sono molte, queste realtà devono essere considerate prima. In tal modo anche la loro considerazione delle questioni pratiche sarà illuminata, ordinata, benedetta e feconda.

Un prelato, secondo Bernardo, deve essere dotato di principi, deve essere santo e austero, ma dovrebbe anche essere amico dello Sposo e gioire nel condividere quell’amicizia con gli altri.  

Agostino descrive spesso l’ufficio episcopale come una sarcina, il fagotto del legionario. È un’immagine un po’ brutale, concepita da chi conosceva la desolazione e la paura delle campagne nel deserto nordafricano. Agostino continua, tuttavia, a improvvisare sul tema da lui stesso impostato. Sebbene il fardello pastorale abbia un aspetto spaventoso, è spaventoso solo se non riusciamo a notare chi ci mette il fardello sulle spalle. Poiché non è altro che una partecipazione al dolce giogo di Cristo stesso, che ci fa scoprire che la croce affidataci è luminosa e leggera e che poterla condividere è motivo di gioia.

“Porta il tuo fardello fino alla fine – dice Agostino in un sermone – se lo ami, sarà leggero; se lo odi, sarà pesante”: “Perduc sarcinam tuam quia levis est si diligis gravis si odisti”.

“Tuo, o buon Gesù – scrisse Bernardo nella sua Vita di San Malachia, l’Irlandese – è il deposito che ci è stato affidato; tuo è il tesoro nascosto in nostro possesso, da restituire nel momento in cui disporrai di riaverlo indietro”.

Le altre meditazioni di S.E. Mons. Erik Varden si possono trovare al seguente link: https://diocesifaenza.it/categoria/spiritualita/

Meditazione di S.E. Mons. Erik Varden dei Cistercensi della Stretta Osservanza-Trappisti e Prelato di Trondheim (Norvegia). Esercizi spirituali Illuminati da una gloria nascosta. © Erik Varden https://coramfratribus.com/life-illumined