Sulla Lettera di papa Leone XIV “Disegnare nuove mappe di speranza” – mons. Giorgio Sgubbi

Introduzione La lettura della lettera di Papa Leone XIV ha richiamato alla mente le parole di un grande teologo ebreo, Abraham Joshua Heschel, che già settanta anni fa scriveva: “Nel medioevo i pensatori cercavano le prove dell’esistenza di Dio. Oggi sembriamo cercare le prove dell’esistenza dell’uomo”[1]. Si tratta di una lettera, e già questa scelta di genere letterario è indicativa e rivelatrice delle intenzioni dell’autore: parlare al cuore di tutti, invitare tutti a partecipare ad una avventura che “non è mai teoria disincarnata, ma carne, passione e storia” (2. 3). Infatti, al di là di ogni appartenenza o distinzione identitaria,
VAI ALL'ARTICOLO